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InfoEuropa: Enti

FONDI SIE

I Fondi strutturali (o indiretti) e di investimento europei (Fondi SIE) finanziano progetti legati al territorio e vengono erogati dalla Comunità europea ma gestiti da ciascun Paese Membro.
Essi si articolano in:
 
  • Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR): si concentra sulle specificità territoriali tant’è che la sua azione aspira a ridurre i problemi economici, ambientali e sociali che affliggono le aree urbane in un’ottica sostenibile. Si preoccupa anche  delle aree svantaggiate dal punto di vista geografico e delle aree più periferiche mettendo a disposizione specifici aiuti economici per far fronte agli eventuali svantaggi derivanti dalle condizioni di lontananza.
  • Fondo di coesione (FC):  si concentra  nei Paesi e nelle Regioni in ritardo di sviluppo affinché possano mettersi in pari, riducendo le disparità economiche, sociali e territoriali tuttora esistenti in Unione europea.
  • Fondo sociale europeo (FSE): interessa  tutte le regioni dell'Unione europea. Il suo obiettivo è investire sulle persone, migliorare le opportunità di formazione e occupazione in tutta l'Unione europea ma anche avvantaggiare le persone in condizioni di maggiore vulnerabilità e a rischio di povertà.
  • Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR): strumento unico di finanziamento della politica di sviluppo rurale
  • Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP): sostiene i pescatori nella transizione verso una pesca sostenibile, aiuta le comunità costiere a diversificare le loro economie, finanzia i progetti che creano nuovi posti di lavoro e migliorano la qualità della vita nelle regioni costiere europee e agevola l’accesso ai finanziamenti. 

POLITICA REGIONALE

La Politica di Coesione 2014-2020 è la principale politica di investimento dell’Unione Europea, dato che impegna quasi un terzo del bilancio complessivo UE, ed è lo strumento chiave per raggiungere gli obiettivi della strategia Europa 2020.
Essa si prefigge di sostenere la creazione di posti di lavoro, la competitività tra imprese, la crescita economica, lo sviluppo sostenibile e il miglioramento della qualità della vita dei cittadini in tutte le regioni e le città dell’Unione europea.
La politica regionale fra il 2007 e il 2014 ha aiutato i paesi dell'UE a:
  • creare 769 000 posti di lavoro
  • investire in 225 000 piccole imprese
  • finanziare 72 000 progetti di ricerca
  • dotare della banda larga altri 5 milioni di cittadini europei
  • migliorare la qualità della vita nelle città grazie a 11 000 progetti diversi.
Per il periodo 2014-2020, le principali novità riguardano:
  • una maggiore concentrazione sui risultati attraverso obiettivi chiari e misurabili; 
  • semplificazione grazie ad un insieme di norme unico per i cinque fondi;
  • introduzione di prerequisiti specifici da soddisfare prima della canalizzazione dei fondi
  • potenziamento delle dimensione urbana e della lotta per l’inclusione sociale che prevede la destinazione di una quota minima del FESR a favore di progetti integrati nelle città e del FSE a sostegno delle comunità emarginate.
  • collegamento alla riforma economica in quanto la Commissione può sospendere i finanziamenti allo Stato Membro che disattenda le norme di carattere economico dell’Unione Europea.
La politica di coesione ha stabilito le priorità, declinate in 11 obiettivi tematici a sostegno della crescita, per il periodo 2014-2020.

 


REGIONI EUROPEE
 
Beneficiari di tale Politica sono tutte le Regioni dell’Unione europea ma a seconda del proprio prodotto interno lordo (PIL), le regioni vengono distinte in tre categorie: più sviluppate (PIL pro capite>90% della media europea), in transizione (75%<PIL pro capite<90% della media europea) o meno sviluppate (PIL pro capite<75% della media europea). Tale distinzione inciderà sulla percentuale del tasso di cofinanziamento dei progetti, passando da un 50% per le regioni più sviluppate, a un 75-85% per le regioni in transizione e a un 85% per le regioni meno sviluppate. La restante parte può essere coperta da fonti di finanziamento pubbliche (nazionali o regionali) o private.

I  potenziali beneficiari dei finanziamenti sono le imprese (in particolare le PMI), gli enti pubblici, le associazioni, le università, le ONG e le organizzazioni di volontariato.
 
La Commissione collabora con gli Stati membri e le regioni per elaborare accordi di partenariato e programmi operativi che delineino le priorità di investimento e le esigenze di sviluppo. Le autorità di gestione degli Stati membri gestiscono i programmi e selezionano i singoli progetti.
 

 


COOPERAZIONE TERRITORIALE EUROPEA
 
Risultati immagini per collaborationLa politica di coesione incoraggia le regioni e le città dei diversi Stati Membri dell’Unione Europea a collaborare e a scambiare conoscienze e capacità le une dalle altre. Per queato motivo è opportuno impiegare un approccio integrato e territoriale per conseguire soluzioni valide e incisive  alle molteplici sfide che l’Europa deve affrontare non solo da un punto di vista economico e sociale ma anche ambientale.
Gli obiettivi delineati nella Programmazione dei Fondi di Sviluppo e Investimento europei (SIE) per il periodo 2014-2020 sono quelli di apportare investimenti in favore della crescita e dell’occupazione e di incoraggiare la Cooperazione territoriale europea (CTE), disciplinata dal Regolamento UE n.1299/2013 del 17 dicembre 2013.

La CTE, attraverso le risorse del Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale (FESR), mira a rafforzare la coesione economica, sociale e territoriale correggendo i principali squilibri regionali all’interno dell’Unione Europea mediante la realizzazione di progetti comuni, lo scambio di esperienze e la costruzione di network.
La Cooperazione territoriale europea, detta anche Interreg,  si compone di tre parti: cooperazione transfrontaliera, cooperazione transnazionale e cooperazione interregionale.
La Regione Friuli Venezia Giulia, per il periodo 2014-2020, è coinvolta nei programmi Italia-Croazia, Italia-Slovenia e Italia-Austria per la cooperazione transfrontaliera; nei programmi Spazio Alpino, Interreg Mediterraneo, Europa Centrale e Adriatico-Ionico (Adrion) per la cooperazione transnazionale e nei programmi Interreg Europe 2014-2020, Urbact III  e Epson 2020 per la cooperazione interregionale.

 


STRATEGIE MACROREGIONALI
EUAIRShttp://www.alpine-region.eu/grafica/logo.jpgNel quadro delle politiche regionali comunitarie, di particolare interesse sono anche le strategie macroregionali, approvate dal Consiglio Europeo, le quali rappresentano uno strumento di cooperazione territoriale che mira ad affrontare problematiche condivise da una specifica area geografica, favorendo la collaborazione tra gli Stati Membri e i Paesi Terzi localizzati nella stessa area geografica per una maggiore coesione economica, sociale e territoriale.
Attualmente le strategie macroregionali sono quattro e riguardano l’area del Danubio, l’area del Mar Baltico, l’area Adriatico-Ionica e l’area Alpina.
Il nostro Paese è interessato dalle strategie macroregionali dell’area Adriatico-Ionica (Eusair) e dell’area Alpina (Eusalp)
 

SVILUPPO URBANO SOSTENIBILE
 
La Politica di coesione 2014-2020 mira  anche a promuovere strategie integrate per intensificare lo sviluppo urbano sostenibile visto il ruolo positivo delle aree urbane nel favorire la crescita e l’occupazione e le molteplici sfide (economiche, climatiche, sociali, ambientali e demografiche) che si trovano ad affrontare.
Perciò, nel perseguire l’obiettivo di coesione territoriale, introdotto dal trattato di Lisbona il quale riconosce l’impossibilità di raggiungere una coesione economica e sociale a livello europeo senza una maggiore attenzione all’impatto territoriale delle politiche dell’Unione Europea, il Regolamento (UE) n. 1303/2013 ha  ha introdotto nuovi strumenti di integrazione che possono essere utilizzati per attuare strategie territoriali sul campo: sviluppo locale di tipo partecipativo (Community Led Local Development - CLLD) e investimenti territoriali integrati (ITI).

http://www.regione.fvg.it/rafvg/export/sites/default/RAFVG/economia-imprese/rilancimpresa/img/por-fesr.pngPer quanto riguarda la Regione Friuli Venezia Giulia, la Commissione europea con decisione CE (2015) 4814 del 14/07/2015 ha approvato il Programma Operativo del Fondo europeo di sviluppo regionale 2014-2020 “Investimenti a favore della crescita e dell’occupazione” (La Programmazione POR FESR 2014-2020: per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva). Il programma declina al suo interno la strategia regionale per il rilancio dell’Area Montana e la strategia Aree Interne.
Più in dettaglio, per lo sviluppo urbano le autorità urbane individuate sono Pordenone, Udine, Gorizia e Trieste e si è posto come priorità il potenziamento dei servizi ICT, competitività delle PMI, mobilità sostenibile e valorizzazione del patrimonio culturale; per le Aree Montane si sono individuati 83 Comuni interamente montani in cui si intende dare sostegno alle realtà economiche, anche in ottica di innovazione, e ai servizi alla popolazione, riducendo i costi di gestione delle strutture. Per quanto riguarda le tre Aree Interne (Alta Carnia, Dolomiti Friulane e Canal del Ferro-Val Canale), l’Investimento Territoriale Integrato “ITI Aree Interne” intende finanziare le azioni per uno sviluppo locale e adeguare i servizi essenziali come istruzione, salute e mobilità.
 
Per maggiori informazioni:
https://www.dati.friuliveneziagiulia.it/

http://www.opencoesione.gov.it/
http://www.regione.fvg.it/rafvg/cms/RAFVG/fondi-europei-fvg-internazionale/por-fesr/
  


COMITATO DELLE REGIONI
 
Committee of the RegionsIl Comitato delle Regioni (CdR) è un organo consultivo dell’Unione Europea composto da rappresentanti eletti a livello locale e regionale provenienti da tutti i 28 Stati membri.
Il CdR offre alle città e alle regioni la possibilità di esprimere formalmente la loro opinione nel processo legislativo dell’Unione europea per assicurare che la posizione e le esigenze degli enti regionali e locali siano rispettate.